Camilla Michelotti

Camilla Michelotti nasce a Roma, matrice culturale e affettiva che continua a nutrire il suo immaginario e la sua ricerca. Qui vive e lavora, in un dialogo costante con una tradizione artigianale da sempre non soltanto semplice eredità, ma esperienza quotidiana e memoria viva. Cresciuta in una famiglia profondamente radicata nell’artigianato artistico, trascorre l’infanzia tra le botteghe dei maestri artigiani, luoghi in cui il tempo sembra rallentare e la materia racconta storie antiche. Tra ceramiche ancora tiepide di forno, vetri soffiati che catturano la luce, superfici di rame smaltato e sculture in bronzo e in legno, prende forma il suo primo sguardo sul mondo: uno sguardo attento alla materia, alla trasformazione, al gesto.È in questo paesaggio sensibile, fatto di odori, polveri e riflessi, che nasce una necessità espressiva profonda, quasi inevitabile: quella di dare forma al pensiero attraverso gli oggetti, di affidare alle superfici, ai colori e ai volumi il compito di raccontare una visione interiore. La materia diventa così linguaggio, e l’oggetto un luogo di narrazione e memoria. Nel 2007 prende vita Atelier Or.ti.Ca., progetto che nel suo stesso nome custodisce un tributo alle radici familiari e alla formazione artistica che hanno accompagnato il suo percorso. L’atelier si configura come uno spazio di ricerca e sperimentazione, in cui memoria e contemporaneità si intrecciano, dando origine a opere che portano con sé tracce di tradizione e tensioni verso nuove possibilità formali.

ATELIER OR.TI.CA

Or.ti.Ca. è un nome che custodisce una storia intima: è l’acronimo di Oreste, Titti e Camilla — una costellazione familiare che racchiude origini, affetti e memorie condivise. In questo intreccio di presenze e radici si colloca la nascita dell’atelier, come naturale estensione di una genealogia affettiva e creativa. Da queste fondamenta prende forma il percorso di Camilla Michelotti: un cammino costruito attraverso studio, curiosità instancabile, intuizione visionaria e una sequenza di errori preziosi, divenuti nel tempo strumenti di conoscenza. È proprio in questa continua oscillazione tra tentativo e scoperta che nasce una linea di gioielli profondamente personale — oggetti pensati per essere vissuti sul corpo, indossati come tracce sensibili di un dialogo tra materia e identità. Il suo processo creativo segue un filo sottile - talvolta teso, altre spezzato - che la conduce ad attraversare tecniche differenti: alcune radicate nella tradizione artigianale, altre aperte a sperimentazioni inattese, talvolta audaci. Questa libertà di avanzare e tornare indietro, di sostare nell’errore e trasformarlo in possibilità, diventa parte integrante della sua poetica, mai percepita come limite ma come spazio fertile di esplorazione. Un sentimento e una modalità di azione e di pensiero nata nel 2006 grazie al prezioso insegnamento dell’affermata designer Giuliana Michelotti, cugina di Camilla e sua grande mentore, la quale, attraverso un personale racconto di un viaggio in India, iniziò a trasmetterle l’importanza di creare un sogno partendo da ciò che quella terra meravigliosa aveva saputo dare a Giuliana: materia, anima, conoscenza, desiderio.

Ancora oggi, dopo anni di ricerca, l’entusiasmo nasce spesso dall’imprevisto: da un oggetto generato quasi per caso, che prende forma sotto il ritmo delle mani prima ancora che da un progetto definito. È in quel movimento continuo, tra gesto e materia, che il gioiello trova la propria identità, rivelandosi più come esito di un processo vivo che come realizzazione di un’idea preordinata.